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Nasce la biblioteca-museo di George W. Bush

aprile 25, 2013

da Washington

George W. Bush.George W. Bush.

Riemerge dalla nebbia del pensionamento forzato l’ex presidente George W. Bush. E, a oltre quattro anni dal termine dei suoi due contestatissimi mandati alla Casa Bianca, comincia a intravedere la possibilità di essere riabilitato agli occhi dell’opinione pubblica americana. È fissata infatti per il 25 aprile l’inaugurazione della biblioteca presidenziale dedicata all’ex presidente, un edificio da 250 milioni di dollari costruito sul campus della Southern Methodist University a Dallas, in Texas, alma mater della moglie ed ex first lady Laura.
TRA GLI INVITATI ANCHE BERLUSCONI. Gli invitati alla cerimonia includono tutti gli inquilini della Casa Bianca ancora in vita oltre all’attuale occupante, Barack Obama, nonché un drappello di amici da tutto il mondo. Tra cui, nemmeno a dirlo, l’ex premier italiano Silvio Berlusconi.
Anche lui, curiosamente, in via di redenzione proprio in questi giorni.
MENO VOTI DEL RIVALE AL GORE. Il ruolo di Bush nel dibattito pubblico statunitense è decisamente inconsueto. Arrivato alla Casa Bianca la prima volta nel gennaio 2001 grazie ai giudici della Corte Suprema più che agli elettori (complessivamente Bush prese meno voti del rivale democratico Al Gore), questo presidente figlio di presidente fu rieletto nel 2004 con una vittoria piuttosto netta su John Kerry (oggi segretario di Stato).
Un successo legato a doppio filo agli interventi militari a stelle e strisce in Iraq e Afghanistan, e alla tendenza degli americani a sostenere a tutti i costi il proprio comandante in capo in tempi di guerra.
UN TASSO DI APPROVAZIONE BASSO. Fu quello però l’inizio della fine per Bush e per il Partito repubblicano intero, che perse il controllo del Senato delle elezioni di medio-termine del 2006 e poi anche la presidenza nel 2008. Bush si trovò così a lasciare la Casa Bianca con un tasso di approvazione tra i più bassi della storia, che toccò il fondo nell’ottobre 2008 con un imbarazzante 23%.

Il completo ritiro a vita privata

George W. Bush e Silvio Berlusconi.George W. Bush e Silvio Berlusconi.

Da allora non si è fatto praticamente più vedere, ritirandosi a vita privata in un ranch texano a dipingere cani e autoritratti altamente domestici, in particolare nudi ambientati in bagno. Dimostrando una certa consapevolezza della propria pessima reputazione, con un tocco innegabile di ironia, Bush ha dichiarato di recente al quotidiano Dallas Morning News cui aveva dato la notizia del nuovo hobby: «La gente è sorpresa, ovviamente visto che in tanti pensano che non sappia nemmeno leggere».
RARE APPARIZIONI PUBBLICHE.Ormai completamente ammansito, Bush è apparso in pubblico solo di rado negli ultimi anni, per intervenire di quando in quando a raduni di fedelissimi conservatori e in occasione della presentazione della propria autobiografia Decision Points (Momenti di decisione), peraltro rapidamente dimenticata.
Del resto, al completamento degli otto anni alla Casa Bianca il suo era diventato un nome talmente contaminato anche tra i repubblicani che a lungo i colleghi di partito hanno preferito stargli alla larga, tanto da preferirgli la sedia vuota di Clint Eastwood alla più recente convention nazionale, quella di Tampa dell’anno scorso (cui per altro fu invitato il padre George H. W. Bush, che ha finito però per non parteciparvi per ragioni di salute).
LA CANDIDATURA DEL FRATELLO. Tutt’oggi si dice che l’ostacolo maggiore a una candidatura del fratello Jeb Bush – ex governatore della Florida, repubblicano generalmente moderato e popolare persino tra i latinos – nelle presidenziali 2016 sia il cognome, che ancora porta gli americani a rivangare un passato poco felice, fatto di crisi economica, dell’uragano Katrina, di terrorismo e soldati morti al fronte a migliaia di chilometri da casa. Ma il passare del tempo cura tutte le ferite, offuscando i ricordi più dolorosi e ammettendo improvvisamente un perdono che sembrava fino a poco prima impensabile.
E così, l’oggi 66enne Bush arriva all’inaugurazione della propria biblioteca presidenziale – che funzionerà anche da museo oltre che da organo di propaganda della storia vista attraverso i suoi occhi – con un tasso di approvazione al 47%, mai così alto dal 2005.
LE SETTIMANE PIÙ DIFFICILI PER OBAMA. Tra l’altro, un colpo di inaspettata fortuna fa sì che Barack Obama stia uscendo ora da una delle settimane più difficili della sua esperienza alla Casa Bianca, tra l’attentato di Boston, l’esplosione della fabbrica di fertilizzanti a West in Texas e il fallimento del disegno di riforma del controllo delle armi da fuoco. Il confronto, insomma, potrebbe non essere nemmeno troppo impietoso. Come scrisse il romanziere marocchino Driss Chraïbi: «La pazienza può far germogliare delle pietre, a condizione di saper aspettare».

Pubblicato originariamente su LetteraPolitica

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