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Super PAC e democrazia americana

agosto 22, 2012

Pubblicato originariamente su LetteraPolitica

Da Washington

Quando si parla di Super PAC, i gruppi politici indipendenti che dal 2010 possono raccogliere quantità illimitate di denaro dai privati e finanziare liberamente attività elettorale di vario genere a sostegno dei candidati, ci si riferisce solitamente a Priorities USA e a Restore Our Future, i due che sostengono, rispettivamente, il Presidente Barack Obama e il suo rivale repubblicano Mitt Romney.

LE SUPER PAC OLTRE LE PRESIDENZIALI. Ma i dollari e l’attivismo di queste organizzazioni vanno ben oltre la campagna per le presidenziali 2012 e potrebbero avere effetti ancora più dannosi per la democrazia americana a livello delle elezioni per il Congresso di Washington, per le assemblee statali e di quei giudici che, secondo le leggi locali, sono eletti dal popolo.

Grazie alla propria Super PAC, Karl Rove, uscito con la reputazione in frantumi dagli otto anni dell’Amministrazione Bush, si sta rivelando uno dei protagonisti di questo ciclo elettorale.

IN MISSOURI, L’ATTACCO ALLA SENATRICE MCCASKILL. In Missouri, riporta il New York Times, tre dei gruppi repubblicani più conosciuti (Crossroads GPS di Karl Rove, Americans For Prosperity di David e Charles Koch e il braccio elettorale della Camera di Commercio), assieme a oltre sessanta altre associazioni conservatrici, hanno speso nell’ultimo anno oltre 15 milioni di dollari per attaccare la Senatrice democratica in carica Claire McCaskill (McCaskill ha potuto tirare questa settimana un breve sospiro di sollievo quando il rivale repubblicano Todd Akin ha fatto dichiarazioni imbarazzanti sul delicato tema dello stupro.
Si tratta di una cifra straordinaria per diverse ragioni. Innanzitutto stiamo parlando di uno stato di soli sei milioni di abitanti; in secondo luogo questa cifra non comprende le spese sostenute direttamente dal Partito Repubblicano e dalle squadre elettorali dei rivali di McCaskill, impegnati a lungo in una primaria molto contesa e finita solo a inizio agosto; infine la campagna elettorale per le elezioni generali tecnicamente deve ancora cominciare (l’inizio ufficiale è segnato dalle convention di partito che si terranno le prossime due settimane).

Il Senatore democratico dell’Ohio Sherrod Brown, in corsa per la rielezione, è sotto attacco delle Super PAC conservatrici.

IN OHIO, LA PRESSIONE SUL SENATORE BROWN.In Ohio, intanto, una rete di gruppi di destra capeggiati dalla Camera di Commercio ha già speso oltre undici milioni e mezzo di dollari per detronizzare il Senatore democratico Sherrod Brown. Crossroad GPS ha promesso di sborsarne altri 6,7 milioni nei prossimi due mesi (dati del Washington Post). Come termine di paragone, basti pensare che l’avversario diretto di Brown, il repubblicano Josh Mandel, ha corrisposto meno della metà dell’ammontare versato da questi gruppi indipendenti.

I FINANZIAMENTI DEL MILIONARIO POPE. In North Carolina, poi, James Arthur Pope, Amministratore delegato della catena di discount Variety Wholesalers e noto conservatore multimilionario, ha già contribuito in maniera particolarmente generosa alla campagna per le elezioni statali del 2010. Secondo il New Yorker, Pope, la sua famiglia e le aziende a lui collegate vi hanno speso 2,2 milioni di dollari. E dei ventidue candidati repubblicani finanziati da questi soldi, diciotto hanno vinto. Pope ha quindi aiutato il GOP a riprendersi la maggioranza di entrambe le camere del parlamento statale per la prima volta dal 1870 e non c’è dubbio che proverà a ripetersi, a livello nazionale, anche quest’anno.

LE SUPER PAC E LE ELEZIONI DEI GIUDICI. Infine, ci sono i giudici. Trentanove stati dell’Unione li eleggono e sono già anni che soldi privati vanno a finanziare candidati conservatori, anche se, per statuto, chi è eletto è tenuto a far rispettare la legge e non a servire gli interessi dei propri sostenitori. Un rapporto delCenter for American Progress di Washington rivela che, nel 2010, gruppi conservatori hanno dirottato quasi nove milioni di dollari verso questo genere di competizioni elettorali (rispetto ai 2,5 milioni di dollari spesi dai gruppi progressisti). Si tratta fra l’altro di numeri parziali, poiché molte delle organizzazioni coinvolte non sono obbligate a dichiarare nel dettaglio le proprie attività elettorali. E sono cifre in rapida ascesa, da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha liberalizzato il sistema di finanziamento della politica americana con la decisione in Citizens United vs. Federal Election Commission.

LA RETICENZA DEMOCRATICA VERSO LE SUPER PAC. Si è parlato fin qui solo di Super PAC di destra. Esistono naturalmente anche quelle di sinistra. Ma i democratici, a partire proprio dal presidente Obama, hanno un rapporto molto più complesso con questi gruppi indipendenti e quindi faticano a sostenerli con lo stesso entusiasmo mostrato dai repubblicani. Basti confrontare le finanze di Priorities USA e diRestore Our Future: fin qui, la Super PAC che sostiene Obama ha raccolto venticinque milioni e mezzo di dollari mentre quella che si batte per eleggere Romney ne ha intascati quasi novanta milioni.
Così come già capitato nelle elezioni di metà mandato del 2010, sembra sempre più probabile che i soldi dei gruppi indipendenti di destra influenzeranno pesantemente il risultato del voto, a livello delle elezioni presidenziali, congressuali, locali e dei giudici.

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