Vai al contenuto

In America scontro tra privacy e sicurezza nazionale

novembre 26, 2010

Washington D.C. — Washington D.C. – In occasione del Giorno del Ringraziamento questo giovedì, si calcola che oltre 40 milioni di cittadini americani si siano messi in viaggio per raggiungere parenti lontani e vicini. Tra costoro, circa un milione e 600 mila hanno preso l’aereo, un aumento del 3,5% rispetto all’anno scorso.

A complicare le cose, in questi giorni in cui si registra un traffico aereo tra i più intensi dell’anno, sono arrivate nuove direttive sulla sicurezza negli aeroporti decise dal Department of Homeland Security. Circa 400 nuovi “body-scanner” sono stati installati in settanta aeroporti americani. Queste macchine sono in grado di fotografare immagini ai raggi x di tutti i passeggeri, i cui corpi nudi (anche se dai contorni poco definiti) appaiono per qualche secondo, il tempo necessario per stabilire se l’individuo in questione indossi oggetti sospetti, sul monitor di un agente della Trasportation Security Administration–TSA, l’agenzia del governo americano creata in seguito agli attacchi terroristici del settembre 2001 e responsabile, fra le altre cose, della sicurezza negli aeroporti. Ai passeggeri preoccupati delle radiazioni emesse da queste macchine (che, a quanto dicono governo e produttori, sono minime) o che non vogliono essere visti nudi da uno sconosciuto, Homeland Security offre la possibilità di sottoporsi a un controllo manuale “in profondità”, in cui un agente TSA dello stesso sesso li perquisisce da cima a fondo.

L’implementazione di queste nuove misure di sicurezza, motivate soprattutto dall’incidente del Natale scorso, in cui Umar Farouk Abdulmutallab, un cittadino nigeriano, provò a detonare, a bordo del volo 253 della Northwest Airlines in viaggio tra Amsterdam e Detroit, dell’esplosivo che aveva nascosto nelle mutande, ha provocato la rabbia di molti viaggiatori, che si sentono oltraggiati da questa nuova intrusione governativa nel privato.

Un gruppo di “ribelli” ha addirittura dichiarato mercoledì “national opt-out day” e ha invitato gli americani in viaggio per aeroporti a rifiutare le macchine ai raggi x per sottoporsi, invece, alla perquisizione manuale, decisione che avrebbe potuto enormemente rallentare le operazioni di volo.
Per lo più, i critici delle misure imposte da Homeland Security dubitano della loro reale efficacia. Il governo, sostengono costoro, insiste che gli Stati Uniti debbano rimanere un passo avanti ai terroristi. Eppure, i fatti sembrano provare il contrario.

Patrick Smith, un pilota americano che scrive di questioni di aviazione civile su Salon.com, nota: “All’inizio fu l’11 settembre e, di colpo, tutti gli oggetti appuntiti furono banditi; poi venne Richard Reid, l’uomo con le scarpe bomba, e la successiva decisione della TSA di far rimuovere le scarpe a tutti i passeggeri; dopo di ché fu il turno dell’attentato, sventato a Londra, dei terroristi armati di liquidi e, improvvisamente, shampoo e dentifrici sono stati ridotti a contenitori di 3 once; infine, ci fu il terrorista natalizio con la bomba nelle mutande e ora siamo costretti a passare per i raggi x o per perquisizioni in profondità”.

Insomma, questo approccio alla sicurezza aeroportuale è tutta scena, pensato più per far sentire i passeggeri sicuri che non per catturare eventuali terroristi.

Ma c’è anche dell’altro. La notizia delle nuove misure di sicurezza ha oltraggiato i passeggeri americani perché, efficaci o meno che siano, queste vanno a aggiungersi a una serie di inconvenienti che rendono sempre più costoso e più scomodo il viaggiare in aereo.

Nota giustamente il New York Times che, nel corso degli ultimi anni, “le compagnie aeree [americane] hanno eliminato i pasti, i cuscini e le coperte gratis; hanno cominciato a far pagare i passeggeri per il numero di bagagli imbarcati e per la possibilità di sedersi in un posto con qualche centimetro in più di spazio per le ginocchia; hanno alzato le tariffe dove possibile; hanno riempito gli aerei a dismisura riducendo drasticamente il numero dei voli”. Insomma le nuove misure di sicurezza della TSA colpiscono un pubblico americano già molto frustrato.

La rivoluzione nazional-popolare in corso, però, ha anche a che vedere con i risultati delle elezioni di metà-mandato, con un Partito Repubblicano sempre più agguerrito e con il successo ottenuto quest’anno dal movimento anti-governo federale del Tea Party, sostenuto da quegli americani che sono sempre più preoccupati dell’invadenza di Washington nelle loro vite quotidiane.

“La TSA”, scrive Matt Bai sul New York Times, “nacque in un momento, nell’autunno 2001, in cui gli americani sembravano disposti a accettare la nozione di un governo federale più intrusivo; ma con l’indebolirsi dei ricordi e grazie al fatto che nessun altro aereo si è trasformato, da allora, in un’arma di distruzione di massa (a riprova, in parte, della diligenza degli agenti della TSA), l’urgenza sentita è stata sostituita da un senso di frustrazione, causato da una serie di ordini che cambiano continuamente – ‘Consegnaci il dentifricio! Butta via il latte per il bambino!’”.

In questo senso, l’atteggiamento arrabbiato dei cittadini americani, stanchi di essere trattati tutti come dei terroristi, è, in parte, comprensibile. Sorprende, invece, che la stessa retorica sia adottata anche dai repubblicani al Congresso, i quali hanno sempre accusato i democratici di vacillare pericolosamente su questioni di difesa e che, durante gli otto anni di presidenza Bush, hanno accantonato senza remore una serie di libertà civili (si pensi al Patriot Act) in nome della sicurezza nazionale. Per Dana Milibank del Washington Post, “i repubblicani sembrano essere entrati in una nuova era post 9/11, in cui la sicurezza nazionale non è più una priorità rispetto alla volontà politica di danneggiare il Presidente Obama”. Qualsiasi occasione, insomma, è buona per attaccare l’amministrazione democratica, poco importano contenuti e conseguenze.

Nonostante il clamore mediatico suscitato dalla protesta anti-TSA, l’iniziativa sembra aver suscitato, fin qui, una partecipazione popolare limitata. Alcuni sondaggi condotti in questi giorni sembrano confermare la sensazione che, in realtà, una maggioranza di americani è favorevole all’implementazione dei nuovi controlli di sicurezza, sempre che, naturalmente, siano ritenuti efficaci nel prevenire eventuali attacchi terroristici. Un rilevamento statistico condotto da Langer Associates per ABC News mostra che il 64% degli intervistati è d’accordo sull’uso delle macchine a raggi x e solo il 32% è contrario.

Questo non significa che il governo federale è pienamente soddisfatto e disposto a fermarsi qui. Nel lungo periodo è probabile che si sviluppino altre e diverse forme di controlli aeroportuali, possibilmente meno invasive. L’alternativa ai “body-scanner” e alle perquisizioni di profondità più facilmente implementabile è quella di maggiori controlli sul passato dei passeggeri, sui loro itinerari e sui fattori di rischio relativi. Questo significa, fra le altre cose, interviste dettagliate da svolgersi prima dell’imbarco. Si fa fatica a immaginare che tale strategia possa velocizzare le operazioni di volo, o rendere l’esperienza dei passeggeri molto più piacevole. E si fa anche fatica a immaginare che si possa davvero garantire a chi viaggia in aereo un livello di sicurezza del 100%, per quanto nobile obiettivo. Salvo che, a forza di torturare i passeggeri, gli americani decidano di smettere di volare completamente.

Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: