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Un breve momento bipartisan

febbraio 26, 2010

Washington – Buone notizie per i democratici in vista dell’atteso dibattito sulla riforma sanitaria di giovedì alla Casa Bianca, condotto dal Presidente Barack Obama e trasmesso in diretta televisiva, con la partecipazione di rappresentanti sia del Partito Democratico che del Partito Repubblicano. Il Senato ha raggiunto, mercoledì, un accordo bipartisan, seppur ridotto, sugli stimoli all’occupazione.
Si tratta di una misura da 15 miliardi di dollari pensata per incoraggiare nuove assunzioni nel settore privato. Tra le altre cose, il testo di legge prevede tagli fiscali per i datori di lavoro che scelgono di assumere lavoratori che siano disoccupati da almeno 60 giorni. La novità, in particolare in vista del dibattito sulla sanità, sta nel fatto che alcuni senatori repubblicani hanno scelto di sostenere la misura proposta dal Presidente del Senato, il democratico Harry Reid del Nevada. Il risultato del voto è stato di 70 voti a favore e 28 contro, con 13 repubblicani che si sono aggiunti a 55 democratici e due indipendenti. Il neo-eletto Senatore dal Massachusetts Scott Brown, che, a sorpresa, ha preso il posto il mese scorso del defunto Ted Kennedy, ha avuto un ruolo decisivo nel far passare la misura.
Il testo di legge va ora alla Camera per l’approvazione definitiva. Pare che i deputati democratici, i quali controllano saldamente la maggioranza, siano intenzionati a sbrigare la vicenda velocemente, per fare arrivare la legge sulla scrivania del Presidente Obama al più presto.  Questo nonostante la Camera avesse proposto, mesi fa, un testo di legge sull’occupazione molto più ambizioso, una misura da circa 154 miliardi di dollari, circa dieci volte tanto quella odierna.
Va considerato questo un primo passo, seppur piccolo, sia da parte dei democratici, che hanno rinunciato a una misura più confacente alla propria visione politica, sia dei repubblicani, che hanno accettato di sostenere la proposta democratica, nella direzione di una politica di compromesso, quando ormai l’atmosfera a Washington sembrava completamente avvelenata dall’astio tra i due partiti.
Da parte democratica, questa scelta dimostra una nuova consapevolezza delle proprie forze, e della necessità di attuare misure efficaci, seppur ridimensionate, anziché di attendere invano che i conservatori americani consentano il passaggio di proposte più chiaramente liberal. Il Congresso, in mano democratica almeno fino alle elezioni di novembre, sembra voglia riposizionarsi su una politica di piccoli passi progressivi, un cambiamento notevole dai proclami ambiziosi dell’anno passato. Per ottenere comunque gli obbiettivi prefissatisi, il partito dell’asinello dovrà far seguire a questa misura iniziale una serie di altre legislazioni che aiutino il mercato del lavoro e i lavoratori in crisi. Si parla, ad esempio, di un testo di legge che estenda, oltre la scadenza prevista per la fine del mese, i sussidi di disoccupazione decisi l’anno passato, all’apice della crisi.
In casa repubblicana, il voto di mercoledì potrebbe essere il segnale di un cambiamento di rotta, per quanto leggero, rispetto alla politica di opposizione cieca scelta sin dall’inizio della Presidenza Obama. In vista delle elezioni midterm di novembre, i Repubblicani non vogliono essere visti come i soli responsabili dell’inazione del governo, in particolare su un tema caldo come l’occupazione.
Del resto, la gravità della condizione in cui versa il mercato del lavoro in America è stata senz’altro una motivazione forte per entrambi i partiti nel voto di mercoledì.  La disoccupazione, ora assestatasi sul 9,7%, non accenna a diminuire, con tutti gli esperti che prevedono che ci vorranno anni per arrivare alla creazione di nuovi posti di lavoro. In una testimonianza offerta al Congresso mercoledì, anche il Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha dichiarato che la disoccupazione è senza dubbio il problema più grosso che affligge l’America oggi. Una ricerca pubblicata martedì dalla società di sondaggi e ricerca di mercato Gallup, stima in circa 30 milioni il numero di lavoratori americani che sono sotto-occupati, ovvero l’insieme dei disoccupati e di coloro che non riescono a trovare niente di meglio che un impiego part-time. I risultati dell’analisi di Gallup paiono indicare un tasso di disoccupazione nascosta più alto di quello registrato dal governo. Secondo i dati del Ministero del Lavoro, il 16,5% dei lavoratori americani sono disoccupati o hanno un’occupazione part-time, contro 19,9% rilevato da Gallup.
Data la situazione, è probabile che sarà sui posti di lavoro più che sulla riforma sanitaria (i cui effetti si sentiranno solo nel lungo periodo) che si giocheranno le elezioni midterm di novembre.
Al di là della soddisfazione momentanea, è bene che la Casa Bianca non sopravvaluti la piccola vittoria di mercoledì. È molto probabile, infatti, che almeno nella prosecuzione del dibattito sulla riforma sanitaria, i due partiti continuino a mantenersi su posizioni molto diverse, e che i repubblicani non vengano affatto incontro al Presidente. Lo scopo dell’iniziativa di giovedì sulla riforma sanitaria è di motivare le due parti, dopo mesi di stasi, a un dialogo produttivo. Ma i pronostici, in questo caso, non sono favorevoli alla Casa Bianca, nonostante l’accordo temporaneo raggiunto mercoledì da democratici e repubblicani sull’occupazione.

Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

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