Vai al contenuto

Turchia – Il processo del secolo

giugno 19, 2009

Istanbul – Continua ad allargarsi, anche fisicamente, l’inchiesta giudiziaria sul caso Ergenekon, secondo l’accusa, una deviazione criminale e golpista ai più alti livelli dello Stato Turco che avrebbe tentato di sovvertire attraverso il terrorismo l’attuale governo islamico moderato del Partito di Giustizia e Sviluppo, AKP, del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan.

È di giovedì mattina la notizia che le udienze, tenutesi fin dall’inizio del processo nel 2008 in un’aula all’interno del complesso detentivo di Silivri, saranno spostate in un diverso e più grande auditorium nella medesima prigione per accomodare il flusso crescente di spettatori curiosi e giornalisti, e il gran numero di imputati. La nuova sistemazione dovrebbe garantire un posto a sedere fino a 753 persone.

L’indagine in corso cominciò nel 2007, quando 27 bombe a mano furono ritrovate in un sobborgo popolare di Istanbul. Da allora, numerosi altri episodi di violenza sono stati ricollegati alle attività del gruppo Ergenekon, nome ispirato a un piccolo villaggio siberiano da cui proverebbe originariamente la stirpe turca. L’apice del progetto Ergenekon, sostiene l’accusa, si sarebbe dovuto compiere proprio quest’anno, con un colpo di stato volto a deporre il governo in carica (va ricordato che varie correnti dell’esercito turco sono state responsabili di quattro colpi di stato a partire dal 1950).

Sono 86 gli imputati nel processo, tra cui generali in pensione, politici, avvocati e imprenditori. In Turchia Ergenekon è stato soprannominato già da tempo il “processo del secolo” e riempie quotidianamente le prime pagine dei giornali.
Le radici di questo misterioso gruppo, noto in Turchia anche come lo “stato profondo” (una serie di alte cariche dello stato e della società civile che si sono organizzate per gestire la politica turca da dietro le quinte e senza tenere in considerazione la volontà democratica dei cittadini), risalgono alla filiale turca dell’Operazione Gladio, stabilita nel secondo dopo guerra per combattere l’avanzata internazionale del comunismo. In realtà, pare che il gruppo sotto processo in questo momento sarebbe solamente una più recente emanazione di quello originario, il cui profilo rimane sfuggente.

Si tratterebbe, in ogni caso, di un’organizzazione dalla struttura piuttosto flessibile e di marca secolare ma ultra-nazionalista (quel misto ideologico discendente direttamente dalla visione del fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal Ataturk, che tutt’oggi fa della politica turca un puzzle di difficile risoluzione). Ergenekon va considerato, dunque, alla stregua di una parte deviata di esercito e forze dell’ordine, radicalmente contraria sia alle formazioni politiche pro-islamiche, ma, allo stesso tempo, anche a un eccessivo avvicinamento della Turchia all’Unione Europea. La filosofia che guiderebbe quest’organizzazione è indipendentista e di tendenze euro-asiatiche, proponente di una grande Turchia laica come potenza regionale.

Gli scandali in qualche modo collegati al caso Ergenekon si succedono senza soluzione di continuità, in parte scatenati dalla copertura dei media turchi, accusati più volte di eccessivo sensazionalismo se non addirittura della fabbricazione intenzionale di alcune notizie. Fatto sta che, talvolta, è complicato distinguere tra verità e fantasia, tra reali disegni militari per sovvertire il potere politico e una tendenza generale verso una gratuita teoria del complotto.

L’ultimo sviluppo è della settimana scorsa, quando sarebbe stato rinvenuto un documento, nell’ufficio di uno degli avvocati imputati nel processo Ergenekon, firmato dal Colonnello dell’esercito turco Dursun Cicek, documento in cui si delineavano le azioni da mettere in atto al fine di delegittimare il governo dell’AKP e mettere fuori legge sia il partito islamico moderato che la setta associata con il suo fondatore, il movimento Gulen.

L’esercito e il Colonnello Cicek per ora smentiscono la veridicità del documento. La firma incriminata è esaminata in questi giorni dagli esperti. Venisse ritenuta valida, e non un falso, allora anche quest’ultimo episodio rientrerebbe a far parte del processo Ergenekon.

Parte dell’elite laica sospetta che il processo Ergenekon sia in realtà una fabbricazione per mano dell’AKP in cerca di vendetta contro l’opposizione. Sarebbe questo, insomma, l’ennesimo capitolo nell’infinita saga della lotta fra laici e religiosi. Non a caso, sostengono alcuni, l’inizio del processo sarebbe coinciso proprio con un altro caso giudiziario del 2008, quando un magistrato dell’establishment laico istituì un processo, poi perso, per lo smembramento dell’AKP, con l’accusa che le tendenze pro-islamiche del partito minacciavano alle fondamenta la laicità dello stato turco quale fu istituita da Ataturk.

Si prevede che le udienze del processo Ergenekon dureranno almeno fino alla fine di quest’anno.

Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: