Vai al contenuto

Uno ‘stress test’ poco stressante

maggio 10, 2009

Washington D.C. – Il Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke e il Ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno reso pubblico giovedì l’esito del cosidetto ‘stress test’, condotto per volontà del Presidente Barack Obama sulle 19 più importanti istituzioni finanziarie degli Stati Uniti (che assieme gestiscono i due terzi dei risparmi del paese). L’annuncio dei risultati è stato accolto con moderata soddisfazione, dopo che molti economisti, investitori e analisti avevano temuto il peggio.

La dettagliata revisione dei conti degli istituti di credito in questione è stata effettuata al fine di determinare lo stato di salute del sistema finanziario americano e potrebbe comunque portare a ulteriori iniezioni di liquidità da parte del governo nelle banche in maggior difficoltà.

Nonostante alcuni istituti di credito siano ancora ritenuti a rischio, la maggior parte delle banche esaminate paiono in grado di sopravvivere alla recessione senza interventi governativi aggiuntivi e, al massimo, saranno obbligate a cercare nuovi capitali sui mercati finanziari. Questa è una soluzione preferibile sia per l’Amministrazione Obama, che nonostante le molte critiche ricevute si sta dimostrando determinata a non nazionalizzare le banche, sia dagli istituti di credito, preoccupati che ulteriori fondi pubblici significhino anche limitazioni eccessive del proprio operato.

Alla conclusione dello ‘stress test,’ il Ministero del Tesoro e la Federal Reserve hanno raggruppato le 19 banche sotto esame in tre categorie. J.P. Morgan Chase, Goldman Sachs e American Express sono tra le fortunate a cui il governo ha dato il proprio ok. Queste banche sono considerate in salute e, di conseguenza, potranno continuare a funzionare regolarmente.

Bank of America, Citigroup, Wells Fargo sono state incluse in una seconda categoria di istituti di credito, e dovranno invece operarsi per rafforzare le proprie riserve di capitali. Questo, però, non significa che sarà il governo a intervenire direttamente. Bensì, verrà concessa alle banche in questione la possibilità di trovare il capitale necessario sui mercati finanziari, sia piazzando le proprie azioni con piccoli e grandi investitori privati, sia vendendo parte delle proprie operazioni commerciali.

Alcuni di questi istituti di credito stanno anche valutando la possibilità di trasformare il capitale raccolto con la vendita di azioni privilegiate, (che sostanzialmente funzionano come un prestito), tra le quali quelle in mano al governo americano, in azioni ordinarie. Questo perchè i titolari delle azioni privilegiate, che non hanno diritto di voto, hanno però la precedenza nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Le azioni ordinarie dovrebbero garantire le banche più  a lungo in caso di perdite improvvise. La trasformazione di azioni privilegiate in titoli ordinari rappresenterebbe al contempo un rischio maggiore per i contribuenti americani che ne hanno originariamente finanziato l’acquisto. Il valore degli investimenti fatti dal governo finirebbe infatti per intero in balia della borsa.

Nel caso in cui queste misure non dovessero rivelarsi sufficienti, allora il governo sarà obbligato a intervenire. “Il nostro governo, attraverso il Ministero del Tesoro, è pronto a mettere a disposizione  qualunque ammontare di capitale sia necessario a garantire che il nostro sistema bancario sia in grado di affrontare questa difficile crisi economica,” ha dichiarato Bernanke alla pubblicazione dei risultati dello ‘stress test’.
Infine, vi sono quegli istituti finanziari che più probabilmente dovranno accettare fondi pubblici aggiuntivi, perchè troppo indeboliti per trovare finanziatori privati.  GMAC (il braccio finanziario di General Motors) è tra i candidati.

In tutto, fra investimenti privati e possibili interventi governativi, lo ‘stress test’ ha stabilito che, delle 19 banche sotto inchiesta, 10 dovranno trovare capitale aggiuntivo per un totale di 74,6 miliardi di dollari, assai meno del previsto.
È probabile che gli istituti di credito che hanno dimostrato di godere di buona saluta cerchino di convincere l’Amministrazione Obama a lasciargli ripagare gli aiuti governativi ricevuti durante il corso degli ultimi mesi. Il Tesoro ha già reso noto che consentirà alle banche di liberarsi dei fondi pubblici solo nel caso siano in grado di provare che non hanno più bisogno di appoggiarsi a alcun programma finanziato dai soldi dei contribuenti americani.

Va detto che una delle premesse dello ‘stress test’ era che le banche in analisi avrebbero dovuto affrontare, nei prossimi mesi, una situazione economica difficile ma non impossibile. Se la crisi dovesse peggiorare ulteriormente, anche l’esito di questo studio dovrà forse essere rivalutato. Il Ministro del Tesoro Geithner, in una conferenza stampa giovedì sera, si è detto soddisfatto dell’esperimento portato a termine, ma ha aggiunto: “C’è ancora molto lavoro da fare per mettere a posto il sistema.

Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: