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La filosofia economica di Obama

febbraio 27, 2009

Washington D.C. – Con la pubblicazione di un documento di 146 pagine preparato per il Congresso, il Presidente Barack Obama ha presentato giovedì alla Casa Bianca la propria proposta di bilancio per l’anno fiscale 2010, assieme alle linee guida che il Presidente intende seguire durante il primo mandato della propria amministrazione al fine di ristabilire la salute fiscale degli Stati Uniti. Intitolato “A New Era of Responsibility” (una nuova era di responsabilità), e redatto dall’Office of Management and Budget (l’ufficio della Casa Bianca diretto da Peter R. Orzag e responsabile per il bilancio), il documento spiega le ragioni di un deficit in crescita esponenziale e richiama il popolo americano al sacrificio dopo anni di pratiche “irresponsabili,” una critica diretta al proprio predecessore George W. Bush, per altro mai citato per nome. Nonostante illustri la volontà da parte della nuova amministrazione di ridurre il debito pubblico, a 533 miliardi di dollari entro il 2013, la proposta di Obama rinnova anche la promessa di investimenti massicci in settori quali l’educazione e l’energia, che dovranno mantenere gli Stati Uniti competitivi a livello globale.

“Ci sono momenti in cui ci si può permettere di ridecorare casa,” ha detto Obama nella conferenza stampa di presentazione del bilancio giovedì, “e altri in cui bisogna ricostruire le fondamenta.” Con un debito pubblico che dovrebbe toccare 1,75 trilioni di dollari alla fine del 2009, ovvero il 12,3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) – un livello non visto dai primi anni quaranta, quando la spesa pubblica americana esplodeva per via della Seconda Guerra Mondiale – gli Stati Uniti si trovano oggi obbligati a dover rivedere le fondamenta della propria economia. E infatti la proposta di Obama, del valore complessivo di circa 3,5 miliardi di dollari, riconsidera alcuni dei principi fondanti la filosofia economica a stelle e strisce, rilanciando l’idea keynesiana di un governo attivo negli affari economici della nazione, di un più alto carico fiscale per le famiglie benestanti, e di tagli mirati alla spesa.

In conferenza stampa, Obama ha esemplificato alcuni di questi tagli: ad esempio quelli che dovranno essere effettuati dal Ministero dell’Agricoltura (20 milioni di dollari risparmiati grazie ad una riforma della burocrazia interna), dal Ministero degli Interni (200 milioni di dollari risparmiati solo grazie ad un maggiore controllo sugli sprechi) e dal Ministero dell’Educazione (decine di milioni di dollari risparmiati tagliando programmi che si sono rivelati chiaramente inefficienti). Inoltre, assieme alla crescita del carico fiscale per gli americani più abbienti, la nuova amministrazione intende incassare denaro con un programma di cap-and-trade, vedendo crediti per l’emissione di carbonio alle grandi industrie, programma volto naturalmente a ridurre tali emissioni e a rallentare il riscaldamento globale. Sono stati anche proposti tagli ai sussidi governativi erogati agli agricoltori che guadagnino oltre 500.000 dollari l’anno, e una riduzione della spesa militare, in particolare dal 2011 in poi, termine entro il quale Obama ha intenzione di ritirare tutte le truppe americane dall’Iraq. Infine, l’amministrazione vuole procedere con una riforma del codice fiscale che riduca le possibilità di finanza creativa e evasione.
Oltre a contribuire a una riduzione del deficit americano, queste proposte dovrebbero facilitare investimenti in altri settori considerati fondamentali. In particolare Obama proverà a portare avanti una riforma complessiva del sistema sanitario americano volta a garantire una copertura assicurativa anche a quelle decine di milioni di americani che oggi ne sono privi. Mercoledì, il presidente aveva annunciato in proposito la creazione di un “fondo risparmio” su 10 anni per un totale di 634 miliardi, da devolversi progressivamente alla riforma della sanità. Infine, Obama ha deciso di mettere da parte altri 250 miliardi di dollari per il piano di salvataggio delle banche, da aggiungersi alle somme già approvate.

I repubblicani si sono detti preoccupati di questo eccezionale piano di spesa pubblica. Eric Cantor, Deputato dalla Virginia e capo della delegazione repubblicana alla Camera, ha dichiarato che i democratici non dovrebbero perdere tempo a “spendere soldi immaginari,” e non dovrebbero pianificare di alzare le tasse in un momento di tale difficoltà economica. Il bilancio proposto da Obama per il 2010 deve essere approvato dal Congresso, il quale, al momento, non ha ancora votato in merito al bilancio per l’anno in corso. L’anno fiscale americano comincia in settembre.
Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

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