Vai al contenuto

I soldi non bastano, bisogna anche saperli spendere

febbraio 20, 2009

Washington D.C. – L’Amministrazione Obama si è mostrata fin qui molto efficiente nel condurre le attività legislative del governo. A solo un mese dall’ingresso della nuova amministrazione alla Casa Bianca, si conta già una lunga serie di provvedimenti voluti dal presidente e approvati dal congresso. In particolare vale la pena sottolineare gli sforzi fatti per dare forma in tempi rapidi a alcune importanti manovre fiscali volte a mettere un freno al precipitare della crisi economica e, nel lungo periodo, a creare le basi per una ripresa vera e propria.

Martedì il Presidente Obama ha firmato il disegno di legge per il pacchetto di stimolo economico da 787 miliardi di dollari. Mercoledì, Obama ha presentato un piano da 275 miliardi di dollari che dovrebbe tamponare la crisi del mercato immobiliare e delle insolvenze sui mutui casa.

Soprendentemente, manca a questo punto un tassello fondamentale, ovvero le risorse umane in grado di spendere tutti questi fondi improvvisamente messi a disposizione dal governo. Dopo quella che molti hanno definito la transizione più efficiente della storia, durante la quale il neo-eletto Obama e l’ex Presidente George W. Bush hanno collaborato come mai in passato per garantire che alla dipartenza della vecchia amministrazione quella nuova fosse pronta a prendere il comando, la squadra di Obama si è arenata con l’inizio dell’anno, nel momento in cui ha cominciato a presentare le proprie nomine ministeriali.

In particolare, sono state le passate difficoltà con il fisco a interrompere forzatamente la corsa di alcuni tra i candidati ecellenti. È stato questo il caso di Tom Daschle, che sarebbe dovuto diventare ministro della sanità (si parla oggi della Governatrice del Kansas Kathleen Sebelius come possibile sostituta), e di Nancy Killefer, selezionata come responsabile del controllo del budget della Casa Bianca. Persino il Ministro del Tesoro Timothy Geithner, poi confermato, ha dovuto spiegare le ragioni di mancati versamenti alle casse dello stato. Una vicenda a parte sta complicando il destino del Ministero del Commercio. La prima scelta, quella del Governatore del New Mexico Bill Richardson, si è ritirata per via di un’inchiesta giudiziaria. La seconda, quella del Senatore repubblicano Judd Gregg, è durata appena una manciata di giorni, fino al momento in cui Gregg si è accorto di non condividere quasi nulla della politica economica della nuova amministrazione e dunque ha deciso di abbandonare le proprie aspirazioni ministeriali.
Il susseguirsi di questi errori imbarazzanti, ha convinto la squadra di Obama a irrigidire ulteriormente i criteri con cui vengono selezionati i membri del governo e lo staff presidenziale e a condurre indagini più dettagliate, e quindi più lunghe, sui vari candidati. Allo stesso tempo anche il Congresso si è fatto un po’ più cauto. Le interrogazioni parlamentari che precedono la conferma delle nomine presidenziali sono diventate più animate e le domande poste ai candidati più taglienti.

Il risultato è che, ad oggi, il gabinetto di Obama è tutt’altro che completo. Tre ministeri non hanno ancora il proprio ministro; il Ministero del Lavoro, del Commercio e della Sanità, tutti fondamentali nella gestione dell’aumento della spesa pubblica. Al Ministero del Tesoro, dell’Energia e dell’Educazione, i neo-Ministri Tim Geithner, Steven Chu e Arne Duncan sono le uniche nomine politiche già attive. Nel frattempo, in particolare all’Energia e all’Educazione, lo staff si trova con un budget quasi raddoppiato per via del pacchetto di stimolo economico. Infine, solo due vice-ministri su quindici sono stati confermati, mentre la maggiorparte delle migliaia di posizioni di secondo piano che la nuova amministrazione deve colmare con i propri uomini rimangono vacanti.

Tutto questo significa che manca la manodopera che deve implementare nella pratica le leggi volute da Obama e passate dal Congresso e che deve spendere quei fondi governativi devoluti per un immediato intervento sull’economia. I ministeri rimangono nelle mani del personale amministrativo e burocratico che, in attesa dei nuovi superiori, continuano a portare avanti le direttive dell’ex Presidente George W. Bush.

La Casa Bianca assicura di stare prestando il massimo dell’attenzione a questa questione e si dichiara intenzionata a evitare a tutti i costi che le mancate nomine politiche non rallentino l’esecuzione del mandato legislativo, con particolare riguardo all’erogazione della spesa pubblica. Considerato, però, che uno dei cardini del programma di stimolo economico è la rapidità della sua effettuazione (l’economia continua a peggiorare e, al di là di qualsiasi discorso di lungo periodo, c’è bisogno immediato di una grossa iniezione di liquidità) la lentezza con cui la nuova amministrazione sta prendendo forma rimane preoccupante.
Pubblicato originariamente sulla newsletter del Centro di Formazione Politica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: