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Il Presidente Obama

gennaio 21, 2009

Washington D.C. – E infine ce l’ha fatta. In una giornata di sole, ma dal freddo pungente, Barack Obama e’ diventato oggi ufficialmente il 44imo presidente degli Stati Uniti, davanti a una folla entusiasta calcolata tra il milione e i due milioni di persone.

Americani di ogni origine e provenienza hanno letteralmente sopportato ogni genere di privazione, e una organizzazione che ha decisamente lasciato a desiderare, per essere presenti sul National Mall nel momento in cui Barack Hussein Obama giurava sulla Bibbia di Lincoln la propria fedelta’ alla nazione.

Gia’ la prima metropolitana della mattina, con partenza alle 4, era stracolma di gente, mentre migliaia di altri pellegrini riempivano le strade di Washington ben prima del sorgere del sole. Con temperature decisamente sotto zero, e un vento malvagio, i molti maglioni infilati uno sopra all’altro e i molteplici calzetti, non sembravano riscaldare nessuno. In una ripetizione del concerto di domenica al Lincoln Memorial, la completa mancanza di segnaletica stradale che indicasse alla gente dove dovesse incanalarsi a seconda dei vari tipi di biglietti ricevuti ha portato molti a lunghe attese invano nelle file sbagliate. Non c’era praticamente nessun luogo in cui si potesse acquistare una bottiglietta d’acqua o un pezzo di pane, e, per grandi tratti del National Mall, non si si trovava un gabinetto chimico nemmeno a pagarlo. Piu’ di una persona e’ svenuta per ipotermia e malori vari e ha dovuto lasciare l’evento prima della conclusione, dopo aver perdurato una lunghissima attesa.

Eppure, nonostante le difficolta’, un pubblico gioioso di giovani e vecchi, donne e uomini, dai mille colori e dalle mille fedi religiose, non ha smesso per un attimo di godere dell’opportunita’ di partecipare in prima persona a questo pezzo importante di storia americana. E alla conclusione del discorso del nuovo Presidente Obama, tutti all’unisono hanno riconosciuto che ne era valsa la pena, della alzataccia mattutina, dei piedi doloranti, delle dita congelate, e delle lunghe code.

Va sottolineato che il pubblico si e’ comportato in maniera davvero esemplare. L’atmosfera di ottimismo, energia e collaborazione che ha regnato per tutto il corso della giornata, un’atmosfera in cui pochi provavano a saltare la fila e in cui tutti hanno atteso con pazienza e gentilezza che ogni momento della giornata arrivasse a compimento, ha permesso a questa cerimonia di diventare davvero una grande festa.

E Obama ha ringraziato con classe, con un discorso di poca retorica e molta sostanza, sobrio per via delle circostanze in cui la sua presidenza comincia – tra la crisi ecomica e le guerre in Iraq e Afghanistan – e volto a invitare tutti i milioni di  cittadini presenti a rendere servizio alla nazione e a impegnarsi per il bene comune con un rinnovato entusiasmo. Barack Obama, accompagnato dalla moglie Michelle e dalle figlie Malia e Sasha, ha anche ringraziato la folla in delirio percorrendo a piedi alcuni tratti della parata che lo ha portato dal Campidoglio alla Casa Bianca, e lasciandosi andare a sorrisi che parevano di sincera emozione, ma anche di vera soddisfazione.

Questa sera i grandi gala e domani l’Amministrazione Obama si mette davvero al lavoro. George W. Bush e’ gia’ in Texas, partito in elicottero durante la mattinata e salutato dai fischi del pubblico. Intanto il nuovo sito della Casa Bianca e’ gia’ online (www.whitehouse.gov) con un aspetto nuovo e ringiovanito e il primo blog della storia presidenziale.

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