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Un numero da tenere d’occhio: 527

febbraio 26, 2008
Washington DC – Durante l’ultimo fine settimana, l’avvocato dell’Ohio e sostenitore di Barack Obama Subodh Chandra, ha inviato un reclamo ufficiale alla Federal Election Commission in relazione ad un’iniziativa pubblicitaria in sostegno di Hillary Clinton promossa dall’American Leadership Project, un gruppo non direttamente collegato alla Senatrice dello Stato di New York. L’associazione pro-Clinton ha finanziato la produzione e la distribuzione di una serie di spot televisivi che lodano le doti di Hillary e che, secondo Chandra, violano la legge sul sistema di finanziamento delle campagne elettorali.

Il Bipartisan Campaign Reform Act, conosciuto anche con il nome McCain-Feingold dal nome dei due Senatori che piu’ si sono impegnati per il passaggio della legge (McCain e’ proprio John McCain candidato repubblicano), fu approvato dal Congresso nel 2002 con l’intento di regolamentare piu’ rigidamente la raccolta di fondi per i candidati in corsa per la Casa Bianca. Fino ad allora, costoro avevano diritto a ricevere donazioni illimitate da chiunque decidesse di finanziarli, un sistema che creava dei legami economici fortissimi tra i politici e i ricchi d’America, in particolare le grandi corporation.

Per far fronte a questo problema – oltre a istituire il programma di finanziamento pubblico che fu il cavallo di battaglia di McCain e che ora rischia di metterlo nei pasticci – la McCain-Feingold ha anche stabilito delle nuove regole quanto alle donazioni dei privati. In particolare i due diversi tipi di contributi alle campagne elettorali, detti hard money e soft money, vengono oggi trattati separatamente dalla legge.
Per hard money si intendono quelle somme di denaro che vengono donate alle campagne dagli individui, dalle sezioni nazionali e locali dei partiti, e dai cosidetti Political Action Committee (PAC), gruppi privati di cittadini a cui viene garantito il diritto di fare attivita’ politica. La legge del 2002 stabilisce i seguenti limiti; un individuo non puo’ donare piu’ di 2,300 dollari. Le sezioni nazionali, statali e di contea del partito possono contribuire un massimo di 5,000 dollari ciascuna, lo stesso tetto che sono obbligati a rispettare i PAC.

Per soft money invece si intendono i contributi delle associazioni di commercio, delle societa’ e delle compagnie private. A questi gruppi e’ oggi vietato donare fondi direttamente alla campagna elettorale di un candidato alla Presidenza.

In realta’, pero’, e’ concesso loro di creare delle organizzazioni ad hoc, conosciute come 527, il loro titolo nel codice fiscale. Le 527 hanno diritto di finanziare delle campagne pubblicitarie, o altre attivita’ di propaganda politica, a patto che non facciano coordinamento con le campagne elettorali ufficiali su temi da trattare, e che non spingano apertamente il pubblico a votare per il candidato.

Cosi’ normalmente questi gruppi lanciano campagne su tematiche specifiche, come la sanita’ pubblica o la guerra in Iraq, e usano queste piattaforme per lodare l’atteggiamento politico dell’uno o dell’altro candidato in proposito, oppure al contrario per attaccare le posizioni degli avversari. Senza mai dire apertamente votate per Clinton, per Obama, o per chi altro.

L’American Leadership Project ha lanciato tre spot televisivi chiamati “If speeches could solve problems”, nei quali la voce narrante sottolinea l’attivita’ politica di Hillary Clinton in aree dell’economia che stanno a cuore ai lavoratori americani. Una delle pubblicita’ suggerisce; “dite a Hillary di continuare a lavorare su queste soluzioni per la classe media”. Il tentativo, chiaramente, e’ quello di mettere in evidenza la critica che piu’ spesso viene portata ad Obama, di essere un politico dalla grande oratoria ma di ben poca sostanza, tutto fumo e niente arrosto.

Secondo l’avvocato Chandra, questo spot viola le regole sulle 527, nonostante non faccia mai aperta menzione di Obama. L’opinione generale e’ che, in realta’, l’American Leadership Project non verra’ bloccato, perche’ la legge sul soft money ha mille e diverse interpretazioni che cambiano continuamente. Non solo, la Federal Election Commission se la prende con calma per quanto riguarda le 527. Il Wall Street Journal riporta che ci sono voluti oltre tre anni perche’ prendesse la decisione di multare azioni simile portate avanti nel 2004.

Considerato pero’ che le 527 sono attive in tutti gli stati e lavorano dietro le quinte per sostenere ognuna il proprio candidato prescelto, questa vicenda illustra un altro aspetto del sistema di finanziamento delle costosissime campagne elettorali americane.

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